Quando la tecnologia scompare, il progetto torna a parlare della persona
Key Round, lo specchio che ho progettato per Vanità & Casa, è stato selezionato per ADI Design Index 2026, entrando così nel percorso che conduce al prossimo Compasso d’Oro.
È una notizia importante, ma preferisco partire da ciò che viene prima del riconoscimento: dalle ragioni che hanno dato origine al progetto.
Quando ho iniziato a lavorare su Key Round non volevo disegnare uno specchio al quale aggiungere una sorgente luminosa. Mi interessava capire fino a che punto fosse possibile preservare la natura della superficie riflettente, lasciando che la tecnologia diventasse visibile soltanto nel momento in cui fosse realmente necessaria.
Lo specchio resta specchio. Finché la luce non serve.
Da questa idea nasce una delle caratteristiche fondamentali di Key Round.
La tecnologia Ghost Light permette alla luce di emergere direttamente dalla superficie riflettente, senza comprometterne la continuità quando è spenta. Questa possibilità tecnica mi ha consentito di lavorare non più con una semplice linea luminosa applicata allo specchio, ma con una superficie luminosa estesa, capace di costruire una relazione più precisa con il volto e con i gesti quotidiani della persona.
La persona, letteralmente al centro
Mettere la persona al centro del progetto è un’espressione molto utilizzata nel design. Nel caso di Key Round ho voluto che diventasse quasi una condizione geometrica.
Il volto occupa il centro dello specchio e la luce si sviluppa attorno ad esso.
Attraverso il Modular Light System, le differenti aree luminose possono essere attivate secondo necessità; l’intensità è regolabile e anche la temperatura colore può essere modificata, permettendo di adattare l’illuminazione a momenti, gesti e sensibilità differenti.
Non esiste quindi una sola condizione luminosa prestabilita.
La tecnologia costruisce una possibilità di scelta e cerca di adattarsi alla persona, non il contrario.
Una forma semplice che diventa sistema
Key Round nasce da una geometria elementare: il cerchio.
Ma l’essenzialità formale non rappresenta una riduzione delle possibilità. Al contrario, diventa il punto di partenza per costruire configurazioni differenti.
Lo specchio può ruotare, dialogare con mensole e accessori, accostarsi ad altri elementi e generare composizioni più articolate. Il singolo oggetto diventa così un piccolo sistema per lo spazio bagno, capace di adattarsi a dimensioni, funzioni e modalità d’uso diverse.
È un principio a cui tengo molto: ottenere complessità d’uso senza produrre complessità formale.
Il progetto non comincia dall’oggetto
Il progetto riguarda anche ciò che avviene prima dell’installazione: produzione, protezione, trasporto e materiali. Nel packaging di Vanità & Casa l’eliminazione del polistirolo è ormai una scelta ordinaria, non un gesto da esibire: una delle tante decisioni che concorrono alla qualità complessiva del prodotto.
ADI Design Index 2026
La selezione per ADI Design Index 2026 inserisce Key Round tra i progetti individuati dall’Osservatorio Permanente del Design ADI e ammessi al percorso che conduce al Compasso d’Oro.
La considero soprattutto un’occasione per riportare l’attenzione su una questione che accompagna da tempo il mio lavoro:
la qualità di un progetto non coincide con la sua forma finale.
Sta nella relazione tra forma, tecnologia, uso, produzione e persona. Sta nelle decisioni visibili e in quelle che, quando il progetto funziona, quasi non si vedono più.
Key Round nasce da questa ricerca.
E forse proprio per questo, alla fine, appare così semplice.
Key Round è anche il risultato della competenza tecnologica di Vanità & Casa e della sua costante volontà di spingere oltre i confini di ciò che uno specchio può essere.